Matteo Minuti – Techint

“Ciò che fa la differenza in un CV è ciò che va oltre i tuoi studi: è il tuo bagaglio di esperienze personali”

Matteo Minuti, 26 anni
Laureato in Ingegneria elettrica presso Politecnico di Milano
Lavora in Techint nella divisione Operations

 

Matteo, come è andato il tuo primo colloquio? Su cosa ti sei sentito particolarmente forte e su quali aree avresti dovuto lavorare di più? Hai un aneddoto legato a quel periodo?

 Il mio primo colloquio è stato un assessment di una grande azienda, nelle aule del Politecnico. Prima ho fatto un colloquio con le risorse umane, poi ci hanno fatto fare degli esercizi per testare le soft skill e sinceramente ero molto emozionato, però una volta che cominci a carburare ti passa l’emozione e riesci a dare il massimo, almeno per me è stato così.

Mi sono sentito forte sulla preparazione tecnica, venendo dal Politecnico, e anche sulla capacità di saper interagire con le persone, quindi di riuscire ad esprimermi bene in un colloquio. Il problema era un po’ l’inglese perché era da un po’ che lo trascuravo e quindi nel momento in cui mi hanno fatto fare gli esercizi in inglese ho improvvisato: non è andata male, ma nemmeno come avrei voluto.

Ti ricordi qualche episodio particolare legato alla tua esperienza di ricerca del lavoro?

Cose strane mi sono capitate, ad esempio spesso si sono interessati di più ad aspetti della mia vita personale che non professionale e sinceramente prima di affrontare un colloquio credevo che gli esaminatori andassero a verificare solo aspetti tecnici. Invece spesso ti chiedono cose personali, è simpatico perché diventa una chiacchierata, però all’inizio non me lo aspettavo.

Quale consiglio ti sentiresti di condividere con chi è ancora in cerca di occupazione

Di non limitarsi agli studi che ha fatto, di avere interessi da aggiungere al suo bagaglio personale perché di laureati in ingegneria elettrica come me ce ne sono tantissimi, uguali o magari con un percorso accademico migliore, ma ciò che fa la differenza è ciò che va oltre i tuoi studi. Come posso dire… la capacità di conoscere le lingue, aver fatto esperienze all’estero, aver fatto stage presso aziende importanti mentre studiavi. Queste cose vanno ad arricchire il bagaglio e, quando non hai esperienza, pesano molto.

Cos’è il quid che ti fa fare la differenza in un colloquio?

La persona, fondamentalmente. Il bagaglio tecnico è uguale per tutti, quindi viene valutata la persona nella sua interezza. Se uno si dimostra più brillante e più sveglio, si presenta meglio degli altri: è importante fare una buona prima impressione ed essere capaci di relazionarsi. Credo che gran parte del colloquio dipenda da come sei in grado di relazionarti con chi ti sta valutando in quel momento.

“Se tornassi indietro”… cosa consiglieresti a chi ha appena avviato il percorso di studi? Ad esempio, quali sono gli sbagli che non rifaresti più e invece le cose giuste che hai fatto e che ti stanno tornando utili?

Devo dire che sono soddisfatto della mia scelta. Per un percorso di studi bisogna essere convinti di quello che si sceglie, fondamentalmente scegliere una cosa che piace, perché ho visto tanti miei compagni che sceglievano ingegneria solo perché ti fa trovare lavoro, ma in realtà non era il loro campo e ora non riescono a laurearsi o comunque la vivono malissimo. Quindi consiglierei soprattutto di vedere se quello che vuoi fare è quello che ti piace fare, una volta scelto quello la differenza la fa l’esperienza in più che fai, quindi impegnarsi al massimo nel proprio percorso di studi aggiungendo anche altre cose, come Erasmus e stage, non limitarsi solo a quello che ti viene proposto per passare l’esame. Ad esempio un ingegnere elettrico non sa programmare, però se sai anche programmare sei un ingegnere elettrico che ha una marcia in più, perché dimostri che sei in grado di apprendere in autonomia.

Chi sono i leader di domani secondo te?

Quelli con la capacità di coordinare le conoscenze di chi fa parte del suo team. Penso che una grande capacità sia non di sapere più degli altri, ma sapere cosa gli altri sanno bene, magari meglio di te o meglio degli altri, ed essere in grado di puntare sulle persone giuste per riuscire a ottenere il risultato migliore. Ormai le conoscenze sono tante e talmente vaste che una persona da sola non può sapere tutto, un buon team però sì: il leader migliore è quello che conosce bene il proprio team e sa gestirlo.