Luca De Paolis – Space Apps Challenge

“Le università dovrebbero organizzare dei percorsi pratici di accompagnamento al mondo del lavoro”

Luca De Paolis, 25 anni
Laureato in Fisica presso Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Ha svolto attività di stagista, borsista e tesista presso diversi istituti di fisica nucleare e ha partecipato a Space Apps Challenge 2016

 

Luca, com’è andato il tuo primo colloquio?

Non ho mai effettuato un colloquio, ho solo mandato qualche CV e partecipato a qualche selezione. Colloqui veri e propri mai.

Su quali ambiti ti sentivi più preparato e su quali aree avresti dovuto fare maggiori approfondimenti?

L’università dà una buona preparazione a livello teorico, ma questa preparazione si rivela poi essere un po’ fine a se stessa quando ci si affaccia al mondo del lavoro: finisce per mancare un po’ di concretezza e quindi ritengo che le università debbano organizzare dei percorsi di accompagnamento al mondo del lavoro.

Quale consiglio ti sentiresti di condividere con chi è ancora alla ricerca di occupazione?

Consiglio di farsi affiancare, già durante gli studi, da una persona con esperienza che possa dare consigli anche di carattere più pratico, non solo teorico.

Com’è fare il ricercatore?

Si tratta di un lavoro in cui bisogna essere elastici e in grado di trovare sempre qualcosa di nuovo da osservare, mantenere una certa creatività considerando i diversi punti di partenza. Personalmente vorrei dedicarmi a cercare qualcosa che possa contribuire a migliorare la vita quotidiana e a offrire un modello di ricerca alle generazioni future.

Come definiresti la Generazione Y, quella di cui fai parte? Chi sono veramente i Millennials?

È una generazione sfortunata ma di forte carica valoriale, che si è trovata a vivere in un contesto difficile ma che, proprio per questo motivo, ha sviluppato una maggiore consapevolezza di ciò che vuole fare. Iniziare a lavorare più tardi da un lato può rallentare il tuo progetto di vita, ma allo stesso tempo consolida quello che tu vuoi fare. C’è insomma più tempo per capire se quello che stai facendo è davvero quello che ti piace.

C’è qualcosa che ti senti di aggiungere?

Ritengo che un professore universitario debba essere un modello per uno studente: sia per l’attività di ricerca che per il ruolo che svolge. Bisognerebbe insomma avere un insegnante con una vocazione autentica piuttosto che unicamente un buon curriculum, che non si limiti a spiegare le cose ma anche come si fanno le cose.