Ilaria Merra – AON

“Qualsiasi nuova esperienza ci fa crescere e amplia la flessibilità mentale e comportamentale: capacità molto apprezzate in azienda”

Ilaria Merra, 31 anni
Laureata in Economia e Management presso Università degli Studi di Bari
Lavora in AON nella divisione Specialty Trade Credit

 

Ilaria, come è andato il tuo primo colloquio? Su cosa ti sei sentita particolarmente forte e su quali aree hai poi capito che avresti dovuto lavorare di più?

Dopo aver risposto a diverse candidature per trovare un posto di lavoro, finalmente arrivò il momento tanto atteso: quello del colloquio. Ripensando al primo colloquio penso di aver fatto una buona impressione, una volta iniziato il colloquio in pochi minuti ho dovuto presentarmi (chi ero, da dove venivo, cosa mi sarebbe piaciuto fare nella vita), il tutto nella massima trasparenza.

Il punto di forza è stato sicuramente la mia preparazione universitaria, il focus sulla mia tesi (su cui avevo concentrato tutte le mie risorse degli ultimi mesi). Al fine di acquisire maggiore consapevolezza sugli aspetti da migliorare durante i colloqui, mi sono documentata su come presentarmi al meglio e sull’aspetto comunicativo. A tal proposito, essendo una persona fondamentalmente timida, ho lavorato su questo aspetto del mio carattere approfittando di ogni occasione per confrontarmi con persone diverse, frequentare nuovi ambienti cercando di essere aperta a nuove esperienze.

Se tu avessi potuto richiedere un supporto all’università nella fase di ricerca/colloquio, di che cosa avresti avuto bisogno?

Avendo frequentato l’Università nel meridione, come spesso accade, risulta carente la collaborazione tra Atenei e portali di job placement. Uno strumento fondamentale post laurea sarebbe potuto essere un portale in cui le aziende, in collaborazione con l’università, potessero pubblicare annunci di lavoro o stage. Inoltre, un’altra soluzione utile poteva essere l’organizzazione di incontri, seminari di orientamento al lavoro su tematiche utili per i neolaureati.

Ritengo inoltre che potrebbe essere utile disporre di una figura preposta (un consulente HR) che, attraverso un servizio offerto dall’università, risponda ai diversi quesiti dei neolaureati che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro, il tutto organizzato attraverso uno sportello telematico.

Quale consiglio ti sentiresti di condividere con chi è ancora in cerca di occupazione?

Il consiglio fondamentale che mi sento di condividere è quello di non perdere mai la speranza nella ricerca del lavoro e di non scartare mai a priori nessuna possibilità o proposta senza alcun contatto diretto. Durante il colloquio, gioca un ruolo importante la capacità di riuscire a coniugare la formazione universitaria con le specifiche richieste dalla società, cercando di far comprendere all’HR i punti in comune.

Il colloquio non deve essere mai sottovalutato: è necessario infatti prepararsi adeguatamente, studiare il sito web, i valori aziendali, informarsi preventivamente sulle attività dell’azienda, la sua storia e la situazione finanziaria. Non bisogna tralasciare alcun dettaglio, è importante presentarsi bene, curare il proprio cv, guadagnandosi la fiducia dell’interlocutore.

Sei soddisfatta del tuo percorso di studi? Rifaresti la stessa scelta? Che cosa ritieni sia stato molto efficace nella tua esperienza universitaria e che cosa suggeriresti di migliorare nell’offerta e nei servizi degli atenei?

Sono molto soddisfatta del mio percorso di studi, in quanto penso sia stata la scelta ottimale, che rifarei perché dettata dalla passione e dall’interesse che ho sempre nutrito per le discipline economiche. Ero davvero contenta al momento dell’iscrizione e, a distanza di anni, dopo aver conseguito la laurea e successivamente trovato un lavoro le mie impressioni sono ancora più positive. Reputo la laurea in Economia una laurea spendibile in diversi campi, in quanto offre la possibilità di avere numerosi sbocchi professionali.

Nel mio percorso di studi penso sia stata efficace in primis la preparazione, lo studio e la curiosità che ho sempre mostrato negli anni di studio. Un altro aspetto importante è stata la preparazione, la competenza dei docenti universitaria che hanno sempre trasmesso la loro passione per tali discipline. La differenza l’hanno fatta le persone incontrate nel mio percorso di studi, dai docenti ai colleghi universitari, il continuo confronto, gli stimoli.

Per quanto riguarda i servizi offerti, la mia università era carente sotto diversi punti di vista: dall’accoglienza alle matricole sino all’orientamento all’università, e a quello post laurea. Quello che avrei migliorato è la vicinanza con il mercato del lavoro.

In ambito di competenze soft, prima di entrare nel mondo del lavoro quali pensavi fossero le più importanti e oggi che lavori hai cambiato idea?

Prima di affacciarmi al mondo del lavoro ho sempre pensato che le competenze soft primarie, dopo i tanti lavori in team svolti durante gli anni universitari, fossero leadership, l’efficacia relazionale, il teamwork, il problem solving; da quando ho iniziato a lavorare penso che oltre a queste non siano da sottovalutare la creatività per aprire la mente, stimolare la curiosità e uscire dagli schemi, flessibilità per sapersi mettere in gioco, coltivare la propria rete dei contatti, l’organizzazione ed infine attitudini multitasking al fine di possedere diverse competenze trasversali, negoziazione e persuasione, capacità di metodo e programmazione. Ritengo che qualsiasi nuova esperienza ci fa crescere e amplia la flessibilità mentale e comportamentale.