Antonio Giappichelli – Capgemini Italia

Anche l’aspetto conta: ai colloqui bisogna presentarsi bene, indossare il vestito adatto e mai sentirsi troppo sotto esame

Antonio Giappichelli, 28 anni
Laureato in Ingegneria gestionale presso Politecnico di Milano
Lavora in Capgemini Italia nella divisione BTech Banking

 

Antonio, com’è andato il tuo primo colloquio? Quali difficoltà hai riscontrato durante l’intervista? Su quali ambiti ti sentivi più preparato e su quali aree avresti dovuto fare maggiori approfondimenti?

Il mio primo colloquio è andato benissimo anche se non fui preso. Fu un colloquio per uno stage di 6 mesi per un’azienda farmaceutica. Lo stage era finalizzato a fare una revisione interna dei database e della reportistica sui prodotti farmaceutici in relazione al sistema di distribuzione. Non mi ero creato particolari aspettative, era il mio primo colloquio e, in quella fase, volevo più che altro capire come si svolgessero. Mi ero preparato sulla società, sulla struttura, sui suoi prodotti e avevo visitato il sito aziendale.

La mia impressione in realtà era che il colloquio fosse andato bene, anche se ero consapevole che su una particolare domanda si aspettavano una risposta piuttosto semplice mentre io cercai di dare una risposta un po’ più “ingegneristica” e quindi più complessa di quanto fosse necessario.

Qual era l’obiettivo che ti ha portato a scegliere il percorso di studi? È rimasto lo stesso dopo la laurea o si è trasformato in qualcos’altro?

Fondamentalmente due aspetti: il primo è che sono di Verona e sentivo l’esigenza di cambiare città, il secondo è che ho una mente scientifica e pensavo che lo sbocco più naturale per me fosse ingegneria, fisica o matematica. Nella scelta ha pesato molto che ciò che andavo a studiare: mi doveva piacere e garantire buone possibilità di trovare lavoro. Avendo optato per ingegneria avevo di fronte tre strade: meccanica, aerospaziale o gestionale. Ho scelto gestionale proprio perché mi avrebbe garantito la possibilità di accedere più facilmente al mondo professionale. Scelta coerente con il lavoro che faccio in quanto mi capita spesso di avere a che fare con tematiche già viste ai tempi dell’università.

Quale consiglio ti sentiresti di condividere con chi è ancora alla ricerca di occupazione?

Il consiglio che voglio dare ai ragazzi che stanno cercando è quello di visitare i vari siti specializzati e i social network; poi sicuramente, prima del colloquio, è necessario imparare a conoscere in maniera più approfondita l’azienda e ciò che le ruota intorno.

Una raccomandazione nell’affrontare i colloqui è quella di non essere troppo preoccupati, di non demoralizzarsi nel caso si venga scartati perché può capitare semplicemente di non essere la persona giusta in quel momento.

Altro consiglio è che l’aspetto conta, quindi presentarsi bene, indossare il vestito adatto e non sentirsi troppo sotto esame.

Perché secondo te sembra così difficile trovare lavoro?

Un motivo è che gli studenti che escono dall’università vogliono lavorare nel campo per il quale hanno studiato e non sono disposti a valutare altre opportunità; il secondo è che, di contro, magari non si sentono pronti a lavorare nel campo in cui hanno studiato.

Diamo un consiglio anche alle aziende alla ricerca di candidati: qual è secondo te il modo più efficace per rendersi visibili, c’è qualcosa di diverso che dovrebbero attuare per farsi trovare, per essere appetibili?

Sicuramente un passo potrebbe essere quello che l’azienda stessa sia più attiva nel contattare i futuri dipendenti.

Altro aspetto è quello di sfruttare maggiormente e rendersi visibili attraverso i social network.