Andrea Banini – Sirti

“Prima ancora di sostenere un colloquio e di cercare lavoro, fatti la domanda: come mi vedo tra 5/10 anni?”

Andrea Banini, 27 anni
Laureato in Economia presso Link Campus University
Lavora in Sirti nella divisione Sales, Large Accounts

 

Andrea, com’è andato il tuo primo colloquio?

Devo ammettere che all’inizio nutrivo molte ambizioni, nonostante immaginassi le difficoltà che un giovane laureato come me, in cerca di prima occupazione, avrebbe trovato durante il tragitto. Eppure preparandomi a sostenere i miei primi colloqui, pensavo che un buon curriculum e ottimi voti mi avrebbero permesso di poter scegliere tra più soluzioni, salvo poi riscontrare che, a sostenere le selezioni, trovavo sempre tanti altri concorrenti preparati e agguerriti quanto me.

In generale mi ritengo soddisfatto dei colloqui sostenuti.

Ti va di condividere un aneddoto del tuo percorso di ricerca di lavoro?

Ricordo che, durante un colloquio con una società, la commissione si soffermò sulle aspirazioni e ambizioni dei candidati, conducendo appositi test attitudinali. In particolare nei test di gruppo fummo osservati attentamente da 2 psicologi. Così che, avendo una personalità estroversa cercai spesso di prendere la parola e attirare su di me l’attenzione, con l’intento di trasferire a chi mi stesse esaminando la mia carica, il mio entusiasmo, insomma la mia determinazione nell’ambire a quel ruolo.

Pensavo che il colloquio fosse andato bene, invece, mio malgrado, non ricevetti un feedback positivo. Questo mi lasciò particolarmente attonito.

In seguito capii che la mia ambizione era stata percepita come la volontà di prevaricare sugli altri, come un eccesso di sicurezza, quindi non idonea al ruolo per il quale concorrevo. Ebbene da allora tengo ben a mente questa esperienza.

Quale consiglio ti sentiresti di condividere con chi è ancora alla ricerca di occupazione?

Consiglio di avere pazienza e di non arrendersi mai. È importante poi chiedersi spesso cosa si vuole fare dopo l’università, prendendo informazioni in qualsiasi modo per capire quale può essere il lavoro più adatto rispetto alle proprie aspirazioni e qual è il ruolo al quale si vuole ambire. E infatti la domanda “Come ti vedi tra 5/10 anni?” mi è stata posta più volte durante i colloqui. Inizialmente in balia dell’incertezza, tipica di un neolaureato, rispondevo ironicamente “Questa è una bella domanda”. Poi ho capito che dovevo dare una risposta, non tanto per loro ma per me, per il mio futuro.

Quindi, come ti vedi tra 5/10 anni?

Sono particolarmente interessato riguardo la pianificazione e lo sviluppo di strategie aziendali.

Se tornassi indietro, rifaresti lo stesso percorso di studi? Cambieresti qualcosa?

Non sono una persona che vive di rimpianti. Einstein ha detto ‘si è vecchi quando i rimpianti superano i sogni’. Ho diversi sogni da realizzare, quindi di rimpianti, attualmente, non credo di averne.

Ad ogni modo, per quanto riguarda gli studi, se potessi tornare indietro farei un’esperienza all’estero, magari un Master presso un’università europea. Per vari motivi ho rinunciato. Ad oggi, uno dei miei obiettivi è quello di iscrivermi a un MBA.

Hai sentito parlare di rivoluzione digitale? Cosa significa per te?

La rivoluzione digitale consiste nel collegare qualsiasi oggetto a internet, con conseguente trasmissione di dati, informazioni, insomma un’enciclopedia sempre a portata di mano per risolvere problemi, per raggiungere i propri obiettivi e per fissarne di nouvi.

In questa rivoluzione si è portati ad avere una comunicazione istantanea e si crea ciò che gli studiosi chiamano intelligenza collettiva, si è molto più sensibili ai problemi attuali proprio per via di questa comunicazione che permette di collegare e mettere in sintonia diverse tipologie di idee e tradizioni.

Quali sono le tue passioni?

Lo sport in generale. Pratico palestra, corsa, bicicletta, nuoto… Altre mie passioni sono il mare, i viaggi e la musica.

Come definiresti la Generazione Y, quella di cui fai parte? Chi sono veramente i Millennials?

Siamo la generazione del tutto e subito. Generazione portata a seguire costantemente le tendenze, anche il non seguire una particolare tendenza diventa una tendenza stessa. Siamo una generazione di viziati, viziati dai genitori, dalla società, dal marketing stesso che è diventato una specie di trattamento personalizzato focalizzato sul singolo individuo. Quello che poteva sembrare impensabile in passato oggi è diventato realtà…